Con questi articoli ci proponiamo di mantenere aggiornati i nostri clienti sugli sviluppi nel settore della Proprietà Industriale in generale e della nostra struttura in particolare. Desideriamo garantire in questo modo una visione più ampia degli strumenti che il campo dei marchi, nomi a dominio, brevetti, disegni e diritti connessi offre agli imprenditori, per valorizzare e difendere il loro impegno nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e idee. I contenuti di questa newsletter hanno carattere esclusivamente informativo e non costituiscono un parere legale, né possono in alcun modo considerarsi come sostitutivi di una specifica consulenza legale
Investire nei beni intangibili: il vero capitale delle imprese moderne
Negli ultimi anni, il panorama economico globale ha subito una trasformazione silenziosa ma radicale: il baricentro degli investimenti si è spostato dai beni tangibili – macchinari, immobili, infrastrutture – ai beni intangibili, come Ricerca e Sviluppo, proprietà intellettuale, segreti commerciali, know-how, software e banche dati ecc.
Il rapporto World Intangible Investment Highlights 2025 (WIIH 2025), pubblicato recentemente dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO) in collaborazione con la Luiss Business School (LBS), fotografando con chiarezza questa evoluzione, non lascia spazio a dubbi: siamo nel pieno di una profonda trasformazione economica in cui il vero vantaggio competitivo per le aziende risiede sempre di più nei beni intangibili.
La crescita inarrestabile degli intangibili
Il rapporto WIIH 2025 rivela che, a livello globale, l'investimento in asset intangibili ha superato stabilmente l'investimento in asset tangibili.
Tra il 2008 e il 2024, gli investimenti in intangibili sono cresciuti ben oltre tre volte più velocemente rispetto agli investimenti tangibili, per la precisione 3,7 volte più velocemente. Analizzando un arco temporale più ampio, dal 1995 l'investimento intangibile è cresciuto del 143%, mentre quello tangibile è aumentato solo del 32%.
In particolare, gli investimenti in intangibili hanno raggiunto, nel 2024, i 7,6 trilioni di dollari, sostenendo la crescita complessiva degli investimenti nonostante i venti contrari dell'economia, l'incertezza e l'aumento dei tassi di interesse.
Il rapporto WIIH 2025 evidenzia che gli asset intangibili rappresentano una quota crescente del Prodotto Interno Lordo (PIL) aggregato, avendo superato l'investimento tangibile (come quota del PIL) per la prima volta nel 2009, e da allora il divario si è allargato.
Questi dati non rappresentano, evidentemente, semplici statistiche, bensì un cambio di paradigma che ogni impresa – grande o piccola – deve considerare nella propria strategia di crescita.
Gli intangibili contano più dei macchinari
Il rapporto WIIH 2025 sottolinea che oggi le aziende più competitive non si distinguono per la quantità di fabbriche o impianti posseduti, ma per la forza dei loro asset immateriali.
- Software e dati sono la categoria in più rapida crescita, trainata dal boom dell’Intelligenza Artificiale (AI).
- Capitale organizzativo (il know-how gestionale e i processi operativi interni) rappresenta quasi un terzo degli investimenti intangibili globali.
- Marchi e design hanno registrato una crescita a doppia cifra negli ultimi anni, segno che la reputazione e l’esperienza del cliente sono ormai centrali nella creazione di valore.
In altre parole, ciò che rende un’impresa resiliente e attrattiva non è più (solo) ciò che possiede fisicamente, ma ciò che sa creare, proteggere e valorizzare sul piano immateriale.
Intangibili come leva finanziaria: dal costo all’attivo strategico
Un aspetto spesso sottovalutato è che i beni intangibili non sono soltanto strumenti di innovazione, ma possono diventare leve finanziarie concrete. Sempre più istituti di credito e fondi di investimento riconoscono il valore degli asset immateriali come garanzie per l’accesso a finanziamenti.
Un portafoglio ben strutturato di brevetti, marchi e know-how documentato può:
- aumentare la valutazione complessiva dell’impresa;
- facilitare l’ottenimento di linee di credito dedicate;
- attrarre investitori e partner industriali, interessati a tecnologie e brand solidamente protetti.
In questo senso, la gestione dei beni intangibili non è più un tema “tecnico”, riservato agli uffici legali o di R&D, ma diventa una scelta strategica di gestione d’impresa: significa saper valorizzare brevetti, design, marchi e know-how come veri e propri asset aziendali.
Italia: un’occasione da non perdere
Il rapporto WIIH 2025 mostra che Paesi come la Svezia e gli Stati Uniti guidano la classifica per intensità di investimenti intangibili, con quote superiori al 15% del PIL. L’Italia, pur crescendo, resta ancora sotto la soglia del 10%.
Questo significa che esiste un importante margine di miglioramento: le imprese italiane hanno l’opportunità di colmare il gap, rafforzando i propri investimenti in beni intangibili e trasformandoli in un vero motore di crescita e competitività.
Il nostro invito all'azione
La tendenza è chiara: gli intangibili non sono più un complemento, ma il cuore pulsante dell’economia globale. Le imprese che sapranno investire, proteggere e valorizzare i propri asset immateriali saranno quelle che guideranno i mercati nei prossimi anni.
In questo contesto, i consulenti di Interpatent potranno aiutarvi nella scelta delle strategie di protezione più adatte (brevetti, marchi, design, segreti industriali), nella gestione del vostro portfolio IP (monitoraggio, rinnovi e difesa dei diritti IP nel tempo) e nella sua valutazione.


