Con questi articoli ci proponiamo di mantenere aggiornati i nostri clienti sugli sviluppi nel settore della Proprietà Industriale in generale e della nostra struttura in particolare. Desideriamo garantire in questo modo una visione più ampia degli strumenti che il campo dei marchi, nomi a dominio, brevetti, disegni e diritti connessi offre agli imprenditori, per valorizzare e difendere il loro impegno nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e idee. I contenuti di questa newsletter hanno carattere esclusivamente informativo e non costituiscono un parere legale, né possono in alcun modo considerarsi come sostitutivi di una specifica consulenza legale
Via libera del Governo ai Vini “NoLo” (No & Low alcohol)
Dopo un'estesa trattativa protrattasi per più di un anno, a fine 2025, il Governo italiano ha approvato il decreto interministeriale – firmato dal ministero dell'Economia (MEF) e da quello dell'Agricoltura (MASAF) – che autorizza la produzione e la commercializzazione in Italia di vini dealcolati o a basso contenuto alcolico. Il provvedimento stabilisce il quadro normativo, le accise e le disposizioni per la produzione, allineando il Paese alla legislazione UE.
Tale misura libera, quindi, lo sviluppo di una filiera nazionale per i vini cosiddetti "NoLo", un comparto in rapida espansione, permettendo ai produttori italiani di evitare il ricorso a impianti stranieri.
Finora, infatti, gli imprenditori italiani – anche se avevano investito per realizzare impianti di dealcolazione in Italia – si trovavano costretti ad effettuare le relative operazioni all’estero, soprattutto in Germania e Spagna, corrispondendo anche i relativi costi di trasporto.
Il provvedimento, definendo per la prima volta norme dettagliate per i produttori di vini a zero o bassissimo contenuto alcolico in Italia, garantisce alle aziende condizioni di competitività equiparabili a quelle dei rivali europei. Come dichiarato dal ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, a ciò conseguono "nuove opportunità per le aziende italiane del settore".
Ecco i punti chiave del provvedimento:
- Regolamentazione della produzione: il decreto disciplina la dealcolazione del vino e le relative operazioni tecniche, differenziando i produttori in funzione delle loro dimensioni, stabilendo limiti di riferimento sui volumi di produzione annui e introducendo così un regime regolatorio calibrato sulla scala operativa.
- Quadro Fiscale: il decreto definisce il regime fiscale e le accise applicabili, incluse quelle sull'alcol estratto.
- Competitività: l'obiettivo è colmare il divario con gli altri Paesi europei e non e permettere alle aziende vitivinicole italiane di gestire l'intero processo in casa.
- Mercato in crescita: secondo l’Osservatorio dell’Unione italiana vini, il segmento dei vini NoLo rappresenta uno dei pochi comparti in espansione nel settore vinicolo. Il mercato globale dei vini NoLo vale attualmente 2,4 miliardi di dollari e si prevede raggiunga i 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso di crescita medio annuo dell’8%. Basti pensare che i vini a zero gradi hanno registrato crescite del 46% in Germania, del 20% nel Regno Unito e del 18% negli Stati Uniti nel 2025.
- Regole chiare: il decreto distingue le procedure per le quantità prodotte (sopra o sotto i .000 ettolitri annui) e garantisce la tracciabilità del prodotto.
Il decreto regola inoltre il rilascio delle autorizzazioni richieste, gli adempimenti amministrativi, le disposizioni per la conservazione e la commercializzazione del prodotto, nonché i confini delle attività accessorie, ammesse unicamente se strettamente connesse al processo di dealcolazione.
Il provvedimento consente, altresì, ai soggetti che operano anche come deposito fiscale di prodotti alcolici intermedi e di vino, di effettuare, entro determinati limiti quantitativi, i processi di dealcolazione del vino.
Il vino dealcolato abbandona così una zona d'incertezza normativa per entrare pienamente nel quadro regolatorio del settore vitivinicolo, configurandosi come strumento strategico per rafforzare la competitività e favorire l'evoluzione del comparto enologico italiano.
Come già accennato nelle nostre precedenti newsletter, la liberalizzazione dei vini “NoLo” ha un impatto anche sul mondo della Proprietà Industriale. Occorre, infatti, prestare attenzione agli aspetti legali legati alla protezione dei marchi, considerando la registrazione nelle classi appropriate della Classificazione di Nizza.
Vi ricordiamo, infatti, che le bevande a contenuto alcolico ridotto o nullo rientrano nella classe 32 della Classificazione di Nizza e non nella tradizionale classe 33 che include i “vini”.
I nostri professionisti sono a disposizione per valutare insieme a voi le categorie di prodotti da tutelare e i migliori strumenti per proteggere e valorizzare i vostri asset aziendali. Non esitate a contattarci!


