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Se guidi, ora puoi bere vino… ma solo dealcolato!
Il 20 dicembre 2024, il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha emanato il Decreto Ministeriale n. 672816, che introduce significative novità nel settore vitivinicolo italiano, autorizzando la produzione di vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Questa decisione, anche se molto controversa fra i rappresentanti della filiera, che ancora oggi si dividono tra sostenitori e oppositori dell’operazione, allinea l'Italia alle normative europee, eliminando le precedenti restrizioni che penalizzavano i produttori nazionali rispetto ai concorrenti esteri.
In realtà prima del decreto la produzione dei vini dealcolati era consentita agli operatori solo se la trasformazione dei vini veniva eseguita in Paesi terzi dove questo procedimento era ammesso. Il decreto ora consente di realizzare in Italia il trattamento di dealcolazione, vale a dire la riduzione totale o parziale del contenuto alcolico, a condizione che sia eseguito in base a predeterminati procedimenti riportati in uno specifico allegato.
La riduzione del tenore di alcol è concessa per diverse categorie di prodotti vitivinicoli tra cui: vini, vini spumanti, vini spumanti di qualità, vini spumanti di qualità aromatici, vini spumanti gassificati, vini frizzanti e vini frizzanti gassificati. Tuttavia, tale possibilità è esclusa per i vini a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP), mantenendo così l'integrità e la specificità di queste categorie.
Per garantire la qualità e la sicurezza dei vini dealcolati, il decreto specifica i metodi consentiti per la riduzione del contenuto alcolico che può essere ottenuta ricorrendo singolarmente o congiuntamente alla parziale evaporazione sottovuoto, a tecniche a membrana ed alla distillazione.
Anche se è vietato aumentare il contenuto zuccherino del mosto delle uve o aggiungere aromi esterni, è consentito il recupero di acqua ed aromi endogeni in circuito chiuso, che possono essere riutilizzati per la produzione dei vini dealcolati, preservando così le caratteristiche organolettiche del prodotto originale.
Con l'introduzione dei vini dealcolati sul mercato, i produttori di vini devono affrontare anche nuove sfide legate alla protezione dei propri marchi. Tradizionalmente, i vini sono classificati nella classe 33 della Classificazione di Nizza, che copre gran parte delle bevande alcoliche, inclusi i diversi tipi di vini. Tuttavia, i cosiddetti vini dealcolati, avendo un contenuto alcolico ridotto o nullo, potrebbero non rientrare nella classe 33 (soprattutto se perdono completamente il loro contenuto alcolico) dovendo così i relativi marchi essere protetti nella classe 32, che include le bevande analcoliche.
Pertanto, per una tutela efficace di un marchio per vini, potrebbe essere consigliabile procedere alla registrazione in entrambe le classi. Questo approccio può prevenire potenziali conflitti e garantisce una protezione completa del marchio, soprattutto in un mercato in evoluzione, dove le distinzioni tra bevande alcoliche e analcoliche diventano sempre più sfumate.
Contestualmente, qualche giorno prima, il 14 dicembre 2024 sono entrate in vigore nuove disposizioni del Codice della Strada, che inaspriscono le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza. Le nuove regole fissano in effetti in 0,5 g/l il tasso alcolemico a partire dal quale vengono applicate le nuove sanzioni, che possono essere sia economiche che di sospensione della patente, fino all’arresto da 6 mesi a un anno in caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.
Inoltre, per i neopatentati è previsto un limite di tasso alcolemico pari a zero nei primi tre anni di guida, con decurtazione di 10 punti della patente in caso di violazione.
Questo inasprimento delle normative sulla guida in stato di ebbrezza potrebbe influenzare le abitudini di consumo di bevande alcoliche degli automobilisti, rendendo i vini dealcolati un'alternativa interessante per coloro che desiderano gustare un bicchiere di vino senza rischiare sanzioni. Questa tendenza potrebbe offrire ai produttori l'opportunità di ampliare la propria gamma di prodotti, soddisfacendo una domanda crescente di bevande a basso o nullo contenuto alcolico, che sembra in crescita particolarmente in quella fetta di popolazione più sensibile ai temi salutistici.
La liberalizzazione dei vini dealcolati rappresenta un passo significativo per l'industria vitivinicola italiana, aprendo nuove prospettive di mercato e allineando la produzione nazionale agli standard europei. Inoltre, le recenti modifiche al Codice della Strada potrebbero favorire una maggiore diffusione dei vini dealcolati, offrendo ai consumatori opzioni sicure e legali per il consumo responsabile.
Tuttavia, i produttori vitivinicoli devono prestare attenzione agli aspetti legali legati alla protezione dei marchi, considerando la registrazione nelle classi appropriate della Classificazione di Nizza.
I nostri professionisti sono a disposizione per valutare insieme a voi le categorie di prodotti da tutelare e i migliori strumenti per proteggere e valorizzare i vostri asset aziendali. Non esitate a contattarci!


