Con questi articoli ci proponiamo di mantenere aggiornati i nostri clienti sugli sviluppi nel settore della Proprietà Industriale in generale e della nostra struttura in particolare. Desideriamo garantire in questo modo una visione più ampia degli strumenti che il campo dei marchi, nomi a dominio, brevetti, disegni e diritti connessi offre agli imprenditori, per valorizzare e difendere il loro impegno nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e idee. I contenuti di questa newsletter hanno carattere esclusivamente informativo e non costituiscono un parere legale, né possono in alcun modo considerarsi come sostitutivi di una specifica consulenza legale
Il team Interpatent cresce ancora!
Siamo felici di annunciare che il nostro team si amplia ulteriormente. Si uniscono a noi, infatti, il Dott. Gian Antonio Pancot e la Dott.ssa Marilena Garis.
Il Dott. Pancot porta con sé una solida esperienza ultra quarantennale nel settore della proprietà intellettuale, ove ha iniziato ad operare nel luglio del 1978. Dal 1980 al 1993 ha ricoperto l’incarico di Amministratore Delegato di uno dei maggiori studi professionali italiani operanti nel settore, di cui era altresì socio. Chiamato successivamente a Roma, ha svolto la propria opera all’interno di un altro primario studio di consulenza fino alla fine del 2006, allorquando è entrato a far parte in veste di Amministratore Delegato di un gruppo leader mondiale operante nel settore della Ricerca & Sviluppo (R&S), nell’assistenza e gestione della proprietà intellettuale e, in particolare, nella valorizzazione economica dei diritti derivanti dai brevetti. Dal 2017 al 2020 è stato altresì Presidente e Amministratore Delegato di un altro studio professionale italiano operante anch’esso nel settore della proprietà intellettuale. Successivamente ha svolto incarichi nello stesso ambito, collaborando con altri studi professionali.
È da poco entrato a far parte del team di Interpatent con l’obiettivo di apportarvi non solo le competenze specifiche proprie della proprietà intellettuale, ma anche la sua vasta esperienza maturata operando a contatto con le maggiori aziende titolari di brevetti e marchi a livello internazionale, garantendo così un importante contributo al miglioramento delle attività e dei servizi forniti dallo studio.
Iscritto all’Ordine Italiano dei Consulenti in Proprietà Industriale (Brevetti/Marchi), è inoltre mandatario abilitato all’esercizio della professione presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO). Dal 2020 ricopre la carica di Vice Presidente di LES Italia ed è altresì socio di numerose altre associazioni operanti nel settore della proprietà intellettuale, quali AIPPI, FICPI, AICIPI, LIGUE ed altre. Ha curato pubblicazioni, lezioni e conferenze in materia di proprietà industriale e intellettuale.
La Dott.ssa Garis arricchirà la nostra squadra grazie alla sua consolidata esperienza in materia di proprietà industriale, di cui si occupa sin dal 2001, operando all’interno di primari studi nazionali.
Laureata in legge ad indirizzo transnazionale presso l’Università degli studi di Torino (2001), ha conseguito un master in giurista d’impresa (2018). Ha collaborato alla cattedra di diritto industriale (corso di laurea in economia e commercio) e diritto della proprietà intellettuale (corso di laurea in scienze della comunicazione) presso l’Università di Torino in qualità di cultore della materia. Iscritta all’Ordine Italiano dei Consulenti in Proprietà Industriale (sezione Marchi e Design), è inoltre mandatario accreditato presso l’EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale).
Rappresenta e fornisce consulenza strategica in materia di proprietà industriale a clienti italiani ed esteri, coordina attività di tutela di portafogli marchi a livello mondiale, opposizioni ed azioni di cancellazione, negoziazione di contratti. Ha instaurato solide relazioni professionali con legali e consulenti in proprietà industriale a livello internazionale. È membro del Comitato Esecutivo e Delegato Internazionale di LES Italia dal 2020 nonché membro di AIPPI (gruppo italiano). Ha curato numerose pubblicazioni, lezioni e conferenze in materia di proprietà industriale e intellettuale, tra l’altro, per Il Diritto Industriale, SPRINT, Italia Oggi, Managing Intellectual Property, World Trademark Review, LES International, Il Sole 24 Ore.
Per poterveli presentare al meglio, abbiamo sottoposto loro alcune domande.
Gian Antonio Pancot
Quali sono gli errori più comuni che le aziende commettono nella gestione della Proprietà Intellettuale?
Ritengo che, ancorché negli ultimi anni siano stati compiuti considerevoli sforzi a tutti i livelli, solo ora le aziende più accorte iniziano a prendere piena coscienza della valenza e dell’importanza della Proprietà Intellettuale (PI). Non penso si debba concentrare l’attenzione su errori (o presunti tali), quanto sulla limitata consapevolezza di ciò che i brevetti, i marchi, i modelli, i nomi a dominio, fino ai segreti commerciali, ai diritti d’autore ed altri beni immateriali (riconducibili al “capitale intellettuale” che è parte sostanziale dei c.d. “intangible assets”) rappresentano in termini di valore per un’azienda – grande, medio-piccola e/o artigianale - sia essa manifatturiera, che di servizi.
Molte sono le considerazioni che si possono svolgere al riguardo, ma sinteticamente basti pensare che l’americana Ocean Tomo (che è parte di JS Held e fornisce pareri e consulenza di esperti incentrati su questioni relative alla proprietà intellettuale e ad altri beni immateriali) ha appurato che, se negli anni 70 gli “intangible assets” rappresentavano circa il 20% del valore di una azienda, oggi tale proporzione risulta rovesciata: il marchio, il portafoglio brevetti, i modelli, ma anche la reputazione del management, il “saper fare” dei propri dipendenti, il parco clienti contano mediamente per l'80% del valore di mercato di un’azienda, come raffigurato nel grafico sotto riprodotto.
Inoltre, non va dimenticato che in taluni casi la strategica mancanza di un adeguato portafoglio di brevetti e marchi non ha consentito appieno e con successo – in una fase di grande trasformazione quale quella registrata negli anni più recenti – il trasferimento della produzione e delle vendite in outsourcing (ovvero, in ambiti a minor costo) per privilegiare la creatività, la ricerca e lo sviluppo interni, come invece hanno fatto quelle aziende che si sono sviluppate e sono cresciute dando adeguato rilievo e sostanziale importanza alla Proprietà Intellettuale e all’attività di licensing.
Più in generale, è mancata l’opportunità di attuare un “ciclo integrativo” quale quello che viene di seguito raffigurato:
Ciclo integrativo a benefici addizionali
Molte altre sono le riflessioni che si possono condurre al riguardo, che qui vengono tralasciate per brevità, ma talune in minima parte richiamate a partire dall’errata considerazione che i brevetti ed i marchi rappresentano un “costo per l’azienda” e non già un investimento. Da ciò deriva la mancata consapevolezza della possibile “valorizzazione” di questi beni, che sono a pieno titolo parte del patrimonio dell’azienda. Più in generale, manca ancora – tra buona parte degli stakeholder – la piena cultura del potenziale e dell’importanza (intesi in senso lato) della Proprietà Intellettuale.
Quali consigli daresti a una startup o a un inventore che si approccia per la prima volta al tema della tutela della Proprietà Industriale?
I consigli che in pratica ho già fornito in tali circostanze sono quelli basati sul seguente binomio: da un lato, acquisire la piena conoscenza del settore nel quale si intende operare; dall’altro, abbandonare il concetto del “fai da te” ed affidarsi a consulenti di provata esperienza - siano essi commercialisti, esperti di marketing, consulenti in PI - con i quali interloquire per costituire un team/partnership di lavoro atto a verificare il piano industriale, i budget (inclusi quelli atti a definire - nei tempi di attuazione - i fabbisogni finanziari), la tutela delle invenzioni, ecc.
Il successo di una qualsivoglia iniziativa non può prescindere dall’analisi e dalla stesura - il più possibile chiara e completa - di tutti gli aspetti che la compongono, con la contestuale definizione dei tempi, dei compiti e delle coperture finanziarie necessarie per garantire l’ingresso e la distribuzione sul mercato dei relativi prodotti/servizi, ove la componente commerciale e di marketing sarà chiamata a supportarne il successo.
Perché è fondamentale affidarsi a un esperto per la gestione e la tutela dei diritti PI?
La materia ha avuto negli anni un'evoluzione ed un'estensione talmente vaste che sul mercato della consulenza si sono create figure professionali specifiche e di qualificata competenza. Sottolineo che, oltre all'evoluzione della normativa nazionale in materia, sono stati introdotti accordi, convenzioni, direttive e regolamenti a carattere sovranazionale dai quali non si può prescindere. Da ciò deriva l’inevitabile conclusione che occorre necessariamente affidarsi ad esperti, consulenti in PI, al fine di ottenere la migliore assistenza e tutela possibili a tutto campo e ridurre in tal modo il rischio di insuccesso di qualsivoglia iniziativa che implichi l’adozione dei diritti di PI, a salvaguardia degli sforzi e dei sacrifici degli inventori e degli investitori.
In che modo la tua esperienza ti permette di offrire soluzioni personalizzate ai clienti?Nell’entità professionale all’interno della quale ho deciso di entrare a far parte, ho avuto modo di verificare preliminarmente l’esistenza concreta di una valida formazione permanente, la disponibilità e la piena apertura verso tutte le fonti di informazioni e di aggiornamento accessibili in materia, nonché una rete diffusa in tutto il mondo di corrispondenti affidabili e continuamente monitorati. Questi sono tutti elementi indispensabili ad assicurare con serietà ed impegno la migliore e qualificata consulenza, nei diversi ambiti riconducibili alla PI. A ciò si sommano le esperienze che taluni professionisti hanno avuto modo di sviluppare all’interno di altre realtà, dalle quali hanno tratto esperienze che consentono la migliore interlocuzione con i clienti. Per finire, la formazione professionale è implementata dallo studio della materia, che vede quasi tutti i professionisti rivestire il ruolo di componenti attivi di comitati di studio a diversi livelli, relatori in eventi, redattori di articoli che vengono pubblicati sulle riviste di settore. Alla condivisione della visione che pone al primo posto la piena e qualificata attenzione e soddisfazione delle istanze dei clienti, ho inteso associare il mio contributo – in parte diversificato, pur se complementare - sviluppato in oltre 40 anni di comprovata esperienza e lavoro.
Marilena Garis
Quali sono stati i momenti chiave del tuo percorso formativo e professionale?
Dopo la laurea in giurisprudenza ad indirizzo transnazionale ho intrapreso la pratica forense.
Posta la mia propensione verso ambiti internazionali ed attesa la mia formazione linguistica (inglese, francese, tedesco), sono entrata a far parte d’un primario studio di Proprietà Industriale, dove ho rapidamente percorso le prime tappe, per giungere nel breve ad esserne integrata in veste di associate.
Ho parallelamente coltivato un impegno in ambito accademico, collaborando con alcune prestigiose riviste giuridiche di settore, in particolare in materia di marchi.
Più di recente, la mia partecipazione attiva ad una prestigiosa associazione internazionale di settore (che mi ha visto membro del Comitato Esecutivo, nonché Delegato Internazionale) mi ha permesso di acquisire significative esperienze e di dare spazio ad importanti contributi mediante la pubblicazione di testi in materia di marchi e la partecipazione ad eventi in veste di relatore e/o di moderatore di tavole rotonde.
C’è stato un episodio o una persona che ha particolarmente influenzato la tua carriera?
Numerosi sono stati gli episodi che mi hanno vista essere parte integrante di team di lavoro professionali che mi hanno portata ad integrare le mie esperienze anche all’estero (in ambito europeo, Stati Uniti, Russia e Cina) nella trattazione di importanti pratiche di primari clienti.
Molti sono i professionisti senior ai quali devo riconoscenza per i loro contributi alla mia formazione: delle mie diverse esperienze conservo un personale ricordo indelebile di coloro che mi hanno dato fiducia e nel contempo hanno contribuito a trasmettermi i contenuti della loro autorevole esperienza.
Quali strategie consigli per la tutela e la valorizzazione dei diritti di Proprietà Industriale dei tuoi clienti a livello nazionale e internazionale e perché è importante valorizzare i propri asset PI?
Il messaggio che intendo trasferire ai clienti si basa su un rapporto fiduciario, in forza delle prestazioni professionali da me rese in risposta ai loro fabbisogni. Ad essi ho sempre cercato, con estrema trasparenza, di significare l’importanza della PI, intesa come investimento, fino ad attuare con loro piani di tutela, distribuiti nel tempo, sulla base di programmi precisi che tengano conto dei benefici e dei risvolti di protezione dei loro marchi. A quest’ultimo riguardo, ho preso parte alla formazione di progetti di anticontraffazione nelle aree geografiche di maggiore interesse economico dei clienti.
Come sta cambiando il settore della proprietà industriale con l’avvento delle nuove tecnologie (es. intelligenza artificiale, blockchain, ecc.)?
Su un piano meramente pratico, le nuove tecnologie non hanno al momento intaccato in maniera significativa il nostro lavoro di natura professionale, ma sono intervenute piuttosto pesantemente in quello a carattere procedurale e strategico, che richiede un sempre maggiore aggiornamento e duttilità nell’espletamento del lavoro.
Crediamo che l’ingresso di Gian Antonio e Marilena sarà decisivo per affrontare con successo le prossime sfide e che il loro supporto ci aiuterà a raggiungere nuovi obiettivi.
Un caloroso benvenuto ad entrambi!






