Con questi articoli ci proponiamo di mantenere aggiornati i nostri clienti sugli sviluppi nel settore della Proprietà Industriale in generale e della nostra struttura in particolare. Desideriamo garantire in questo modo una visione più ampia degli strumenti che il campo dei marchi, nomi a dominio, brevetti, disegni e diritti connessi offre agli imprenditori, per valorizzare e difendere il loro impegno nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e idee. I contenuti di questa newsletter hanno carattere esclusivamente informativo e non costituiscono un parere legale, né possono in alcun modo considerarsi come sostitutivi di una specifica consulenza legale
L’Italia dell’innovazione corre nel 2025: i brevetti industriali segnano un nuovo record
Il panorama della proprietà industriale in Italia sta attraversando una fase di straordinaria trasformazione. Nonostante le sfide di un quadro macroeconomico globale complesso, l’ultimo "Report Attività Brevettuali - Anno 2025" pubblicato dall’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) delinea un sistema nazionale in forte fermento e capace di rinnovarsi.
I numeri della crescita
Il dato più eclatante del 2025 riguarda le Invenzioni Industriali. Le domande di brevetto per invenzione industriale – il cuore tecnologico della tutela – hanno infatti raggiunto quota 11.996, segnando un balzo in avanti del 18,2% rispetto all'anno precedente.
Crescono sensibilmente anche i modelli di utilità (+13,2%), con 2.073 depositi, a dimostrazione che il tessuto produttivo italiano sa dare valore anche a quelle innovazioni "incrementali" che migliorano la funzionalità di prodotti già esistenti
Questo conferma come le imprese italiane stiano investendo in soluzioni ad alto valore tecnologico, non accontentandosi più di produrre, ma puntando a "possedere" la soluzione tecnica. Come dichiarato dal Ministro Adolfo Urso nel commentare il report: “L'Italia accelera sull'innovazione... È il segno tangibile della vitalità delle nostre imprese, dei centri di ricerca e delle università, che continuano a trasformare le idee in valore”.
La mappa dell’ingegno: dove si brevetta in Italia?
La distribuzione territoriale dei brevetti nel 2025 ricalca la forza dei nostri distretti industriali.
La Lombardia si conferma il cuore pulsante del sistema, contribuendo al 29,71% dei depositi nazionali per invenzioni industriali. Seguono a ruota il Piemonte (20,49%), il Veneto (11,31%), l’Emilia Romagna (10,71%), il Lazio (8,51%) e la Toscana (4,99%).
Settori tecnologici e il nuovo ruolo delle Università
Dove si concentra l'attenzione degli inventori? Il report 2025 evidenzia alcuni settori chiave:
- Salute e Biomedicale (33%): è il settore leader, specialmente nella ricerca accademica.
- Chimica e Nuovi Materiali (10,2%): fondamentale per la transizione ecologica.
- Macchinari e Attrezzature (8,4%): la spina dorsale dell’export italiano.
Un dato rivoluzionario riguarda le Università e gli Enti di Ricerca. Con 594 domande depositate (+20,7%), il mondo accademico ha raggiunto un record storico. Questo successo è strettamente legato alla riforma dell'Art. 65 del CPI, che ha abolito il "professor privilege". Oggi, la titolarità dell'invenzione spetta all'Ateneo o all'Ente di appartenenza, favorendo una gestione professionale del portafoglio brevettuale e facilitando il trasferimento tecnologico verso il mondo industriale. Protagonisti assoluti di questa tendenza sono il Politecnico di Milano, la Fondazione IIT e il CNR.
Il Brevetto Unitario: meno burocrazia, più Europa
Il report 2025 evidenzia un calo nelle convalide nazionali dei brevetti europei (-13,3%), il quale non deve tuttavia trarre in inganno. Esso è infatti il segno evidente che le imprese stanno scegliendo il Brevetto Unitario, operativo dal 2023, che permette di proteggere un’idea in 18 Stati UE con un'unica procedura, riducendo fortemente i costi di traduzione e gli oneri amministrativi. Al 31 dicembre 2025, risultavano in vigore ben 77.464 brevetti unitari, e l'Italia ne detiene orgogliosamente circa il 6,7%
Garanzie per chi deposita
Un aspetto spesso ignorato, ma fondamentale per chi deposita, è la trasparenza della procedura amministrativa. Nel 2025 l'UIBM ha emesso oltre 27.410 provvedimenti. È interessante notare come l'ufficio applichi rigorosamente l'art. 173 CPI, che impone l'invio di rilievi per ogni difetto formale o sostanziale. Questo significa che, prima di un eventuale rigetto, riceverete sempre una nota formale e avrete almeno 2 mesi per rispondere e difendere la vostra idea. Nel 2025, su 4.215 comunicazioni di difetti, circa la metà si è risolta positivamente senza portare al rigetto, a testimonianza di un sistema che cerca il dialogo con l'utente.
Strategie di tutela: conversione
Il report conferma inoltre l'efficacia di uno strumento normativo spesso sottovalutato, cioè la conversione in modello di utilità, prevista dall’Art. 84 del CPI. Nel 2025, ben 289 domande nate come invenzione industriale sono state convertite in modelli di utilità. Questa flessibilità permette di salvare il valore di un investimento anche quando l'ufficio ritiene che il "livello inventivo" non sia sufficiente per un brevetto per invenzione industriale, ma riconosca comunque un'utilità innovativa.
In questo scenario in rapida evoluzione, il nostro studio resta a vostra disposizione per guidarvi nella scelta della strategia di tutela brevettuale più efficace per le vostre innovazioni.


