202512.16
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Con questi articoli ci proponiamo di mantenere aggiornati i nostri clienti sugli sviluppi nel settore della Proprietà Industriale in generale e della nostra struttura in particolare. Desideriamo garantire in questo modo una visione più ampia degli strumenti che il campo dei marchi, nomi a dominio, brevetti, disegni e diritti connessi offre agli imprenditori, per valorizzare e difendere il loro impegno nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e idee. I contenuti di questa newsletter hanno carattere esclusivamente informativo e non costituiscono un parere legale, né possono in alcun modo considerarsi come sostitutivi di una specifica consulenza legale


Sentenza Mio / Konektra: più tutela per il design, ma solo se la creatività è dimostrata

Il 4 dicembre 2025, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha emesso una sentenza di grande rilievo, in particolare per le imprese italiane attive nei settori della moda, dell’arredo, dell’illuminazione e del design industriale, statuendo su due cause riunite (C-580/23 (Mio) e C-795/23 (Konektra)).

Due imprese produttrici di mobili, una operante in Svezia e l’altra in Svizzera, avevano avviato azioni giudiziarie contro commercianti attivi in Svezia e Germania, per violazione del loro diritto d’autore, sostenendo che alcuni loro arredi riproducessero in modo illecito le proprie creazioni.

I giudici nazionali hanno quindi chiesto alla CGUE di chiarire quando può dirsi esistente il diritto d’autore su opere di arte applicata nel settore dell’arredamento e, quindi, quando può esserci violazione.

La decisione Mio/Konektra chiarisce, pertanto, quando un prodotto funzionale può essere protetto dal diritto d’autore come opera di arti applicate, rafforzando le possibilità di tutela, ma imponendo anche nuove attenzioni pratiche.

Occorre premettere che la legge sul diritto d’autore, infatti, annovera tra le opere suscettibili di protezione “le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico”, prevedendo il c.d. “cumulo di tutele”.

La Corte ha, innanzitutto, affermato che un oggetto può essere tutelato contemporaneamente come design e come opera autoriale, senza che un istituto prevalga sull’altro.

La sentenza ha rappresentato inoltre un importante momento di chiarificazione del diritto d’autore europeo sulle opere di arte applicata, ribadendo con forza che l’originalità è l’unico criterio per la tutela e che la protezione non si basa su altri requisiti aggiuntivi, come per esempio il “valore artistico” richiesto dalla normativa italiana

È stato poi stabilito che, affinché un oggetto di arredo posso essere considerato come opera protetta è necessario che:

  • Rifletta la personalità dell’autore;
  • Derivi da scelte libere e creative, non imposte da vincoli tecnici;
  • Presenti un aspetto originale riconducibile all’autore.

Tuttavia, la Corte non ha spiegato in concreto cosa debba intendersi per “creatività” né come valutarla.

Cosa significa per le aziende italiane

Per le aziende del Made in Italy, questo punto è fondamentale:

non basta dimostrare che il prodotto di cui si rivendica la tutela non è puramente tecnico - occorre dimostrare come e perché è stato creato.

In assenza di criteri chiari, la tutela dipenderà molto dalla prova del processo creativo.

L’importanza di documentare il design

La sentenza rende essenziale:

  • conservare schizzi, bozzetti, moodboard;
  • documentare le alternative progettuali scartate;
  • spiegare le scelte estetiche e stilistiche adottate.

Per moda, arredo e design industriale, il processo creativo diventa una prova giuridica, non solo un’attività interna.

Contraffazione: non basta l’“impressione generale”

Sul fronte della violazione, la Corte ha chiarito che:

  • non è sufficiente valutare se due prodotti "si assomigliano";
  • occorre verificare se il concorrente ha copiato elementi creativi protetti, vale a dire se ha ripreso in modo riconoscibile tali elementi creativi nell’oggetto asseritamente contraffatto;
  • la stessa impressione visiva generale creata dai due oggetti in conflitto e il grado di originalità dell’opera considerata non sono rilevanti.

Questo punto è particolarmente rilevante perché in alcuni Paesi europei si è fatto spesso riferimento all’impressione complessiva del prodotto. La sentenza indica che tali approcci dovranno essere corretti, concentrandosi sugli elementi creativi effettivamente copiati.

Anche per le aziende italiane, la sentenza Mio/Konektra insegna che:

  • il design è un asset strategico,
  • ma va protetto con una strategia integrata che includa:
    • marchi,
    • design registrati,
    • diritto d’autore.
  • Affidarsi a uno studio IP specializzato consente di:
  • scegliere la combinazione di tutele più efficace,
  • prevenire rischi prima del lancio sul mercato,
  • reagire in modo strutturato alle imitazioni.

Raccomandazioni pratiche per moda, arredo e design

  • Analizzare i prodotti a maggiore valore creativo
  • Documentare sistematicamente il processo di progettazione
  • Integrare marchi, design e diritto d’autore
  • Coinvolgere consulenti IP fin dalle fasi di sviluppo

In conclusione:  La sentenza Mio/Konektra amplia le possibilità di tutela del design, ma rende la creatività dimostrabile un elemento centrale. Per le aziende italiane, proteggere il design significa oggi pianificare, documentare e affidarsi a professionisti della proprietà intellettuale.

Il nostro studio potrà assistervi per una migliore tutela dei vostri prodotti, scegliendo la strategia più efficace.